VISITA SPECIALISTICA ED ECOGRAFICA CON IL DOTT. GUZZINI SPECIALISTA IN CHIRURGIA ORTOPEDICA, MICROCHIRURGIA e DOTT.SSA CALAMUSA SPECIALISTA IN RADIOLOGIA

Valutazione, diagnosi e trattamento “Dell’ instabilità del carpo”.

L’instabilità del carpo è una condizione che può essere riscontrata in seguito a traumi del polso che possono verificarsi durante la pratica di diverse attività sportive.
Alla base dell’instabilità delle ossa del carpo ci sono alcuni concetti di anatomia che risultano fondamentali. 
Il primo è la varianza ulnare che necessariamente deve essere neutra: a livello distale radio ed ulna devono essere posizionati sullo stesso piano dell’articolazione radio-ulnare distale. Qualora vi sia una prevalenza dell’ulna, la varianza ulnare è positiva; se prevarica il radio, la varianza ulnare risulta negativa. 

La varianza può essere valutabile perfettamente con qualsiasi metodica, anche con l’indagine ecografica. 
Un altro concetto fondamentale è lo studio del complesso capsulo legamentoso e fibrocartilagineo triangolare, struttura formata da numerosi legamenti e da un cercine cartilagineo che costituisce il menisco omologo del polso. 

Terzo concetto fondamentale è costituito dalla filiera ossea centrale, formata dal versante prossimale al distale dal radio, dal semilunare, dal capitato e dal terzo osso metacarpale. La filiera ossea centrale può essere valutata con qualsiasi metodica ed anche l’indagine ecografica consente una perfetta valutazione dell’allineamento. 

Altre strutture, che ricoprono un’importanza fondamentale in questi concetti di biomeccanica, sono costituiti da due legamenti intrinseci che sono rispettivamente il legamento scafolunato dorsale ed il legamento lunopiramidale ventrale. Le alterazioni capsulo legamentose possono provocare a questo livello una serie di patologie che vanno dalle instabilità di carpo acuta e cronica alle sindromi di attrito ulno-carpali, un’eventuale sublussazione dell’ulna rispetto al piano radiale è determinata dalla lesione dei legamenti radio-ulnare dorsale e radio-ulnare ventrale. Un’indagine ecografica può svelare in prima battuta un’eventuale alterazione di questi legamenti, in funzione di un disallineamento della varianza ulnare e soprattutto in funzione di eventuali lesioni secondarie come possono essere spesso le tenosinoviti del flessore o dell’estensore ulnare, rispettivamente radiale e del carpo. 

La lesione, peraltro più frequente che occorre a livello dei comparti legamentosi del polso, interessa il legamento scafo-lunato dorsale. Nella rottura completa di questo legamento, il semilunare, costituente della filiera ossea centrale, si flette verso il dorso e determina uno slittamento della sua coda che si orienta in adiacenza del passaggio dei tendini flessori superficiali e profondi del tunnel carpale. Questa lesione, pertanto, è la causa spesso primitiva di tenosinovite dei tendini flessori che vengono costantemente frizionati e dalla coda del semilunare. Proprio la tenosinovite dei tendini superficiali e profondi è la prima causa in assoluto di sofferenza del nervo mediano a livello del tunnel carpale.

Appare pertanto intuibile come l’instabilità carpale, determinata dalla lesione del legamento scafo-lunato, sia la responsabile di una concatenazione di eventi che porta in successione a una tenosinovite dei tendini flessori ed infine ad una neuropatia del nervo mediano. Meno frequente è la lesione del legamento lunopiramidale, che porta a orientare il semilunare nel verso esattamente opposto, con flessione ventrale e slittamento della coda del semilunare stesso verso i tendini estensori. Questa seconda evenienza comporta un’eventuale tenosinovite dei tendini estensori, peraltro senza concause sulle strutture nervose che a questo livello non trovano passaggio di alcun tronco di rilievo. 

Un’altra situazione patologica si verifica quando in seguito ad un trauma o a situazione anatomica subentra una varianza ulnare negativa. Nella varianza ulnare negativa si ha un netto prevaricamento del radio, che determina una diretta compressione sull’osso semilunare.

In caso, invece, di un’eventuale varianza ulnare positiva, il prevaricare dell’ulna determina nel tempo una cronica compressione sulla fibrocartilagine triangolare, situata subito al di sotto. Questo complesso fibroso, elastico, legamentoso e cartilagineo è fondamentale nella stabilizzazione delle articolazioni del polso radio-ulnare distale e ulno-carpale ed ha anche una importante funzione di ammortizzamento del carico assiale attraverso il polso.
Il trattamento fisioterapico prevede due fasi, terapia strumentale sulla sintomatologia con Tecar in atermia e laser ad alta potenza. La terapia manuale prevede tecniche di decoattazione articolari e tecniche fasciali per ripristinare il loro giusto equilibrio; inoltre lavoreremo sulla membrana interossea la quale riveste un ruolo fondamentale per la presenza di strutture vascolo nervose che la attraversano, a conclusione del trattamento si effettua crioterapia.

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